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Scrivere questa poesia mi ha fatto piangere
Al mio amico Cesare Aquili

Ciao cesare dai  partiamo?
Sei ancora qui  accanto  dai che è l’ultima salita  
dai ce la facciamo il rumore dei pedali
nel vento secco sulle  gocce di sudore
un sudore convinto quello vero.
Scusami ma  che ci volevi fare
con tutti quei sorrisi ?
Non  potevi certo prenderli solo  per te
lo so li hai strappati a tanta gente.
Caro Cesare  ma a cosa ci serve vivere
se  non capiamo l’amore .
A cosa ci serve  questa ultima salita
che è un pò come  la vita  , un po’ come la goccia
d’acqua che ci  buttiamo addosso dalla borraccia
di questo Giugno soffocante .
Ma dai  è l’ultima salita caro amico dai   stammi attaccato
siamo quasi arrivati ,  quanto amore abbiamo
espresso nell’aria e nel vento amico dolce
Chiudo gli occhi e sento ancora il dolce vento secco
sento ancora il meraviglioso viaggio con te  
un viaggio semplice su due pedali .
Ma un viaggio che è come un cammino pieno
di salite vere sulla voglia  di stringere i denti .
Ora le nostre ombre vanno leggere
con altri uomini e con altre biciclette .
Vanno via  lontano molto lontano
verso il vento secco  dell’estate  .

.
      Vengo da Kryon    

Guerriero di luce
sulle immagini del tempo
sui momenti della città
sui riflessi della vita.
Guerriero di luce
sulle tracce delle immagini
sui riflessi notturni.
Sulle ombre che riflettono
in questo vento si propaga  la mia luce.
Su silenzi che ascoltano
Su animi  incerti
Su graffi nell’anima.
Eccomi sono pronto vengo da  Kryon
Il tempo riflette nel mio  silenzio
Come un lancio nello spazio
Come un piccolo granello di luce
mosso da venti stellari
sui fili del destino.


 
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